Maria Letizia Galeazzi, chiamata Cilla in casa e dagli amici, muore a soli quindici anni il 5 luglio 1976 in un incidente stradale. I brani del suo diario scolastico, le lettere agli amici, le testimonianze di tutte le persone che l’hanno conosciuta direttamente o attraverso i suoi scritti o l’opera avviata dal padre, l’Associazione Cilla, rivelano in lei l’esistenza di una maturità umana e cristiana, piena di decisione, di coraggio e di provocazione in tempi segnati da un forte processo di omologazione. Ieri come oggi. Da qui l’attualità della storia di Cilla. Il suo inserimento in un movimento ecclesiale tra i più vivi dell’attuale periodo storico è stato per questa ragazza il «punto fermo» per una liberazione di sé, per una proposta ai coetanei piena di gusto e di fascino. Qual è la nota dominante di una vita così densa e così felice?




